PNRR ambiente e acqua: obiettivi raggiunti e progetti 2024

PNRR ambiente e acqua: obiettivi raggiunti e progetti 2024

03 January 24

Il PNRR, il piano di aiuti per gli stati europei da completare entro il 2026, è stato al centro del dibattito politico, soprattutto in prossimità dell’approvazione della Legge di Bilancio, che chiarisce gli scenari futuri del paese sia in termini di economia interna sia in termini di opportunità a livello europeo e internazionale.
Nel settore ambiente e transizione ecologica, sono stati avviati diversi progetti e molte aziende pubbliche e private stanno puntando su sistemi che incentivano l’economia circolare e l’ottimizzazione delle risorse. 

In questo articolo facciamo il punto della situazione, evidenziando le iniziative orientate alla sostenibilità ambientale e ai progetti virtuosi sulla gestione e il riutilizzo delle acque.

 

Il PNRR: cos’è 

Il PNRR, acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è nato a margine della pandemia da Covid-19. Il progetto prevede per l’Italia un finanziamento di 191,5 miliardi, dei quali 68,9 a fondo perduto.
Il fine è sostenere la ripresa degli stati membri dell’UE dopo la pandemia con progetti per aumentare la produttività del paese in un’ottica di sostenibilità

Il PNRR si divide in 6 Missioni:

  • 1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura 
  • 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica 
  • 3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • 4. Istruzione e ricerca
  • 5. Inclusione e coesione
  • 6. Salute

Per ogni missione sono stati stabiliti obiettivi da concludersi entro il 2026, con un fitto calendario di milestones e scadenze. Il fondo rappresenta un’occasione unica per accelerare la crescita economica, favorendo in primis la digitalizzazione e la transizione ecologica. 

La Missione 2 del PNRR: rivoluzione verde e transizione ecologica
La Mission 2 è di particolare interesse per Iride Acque perché riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica, ambiti in cui abbiamo fissato il nostro core business, in particolare nella gestione delle risorse idriche.
Per la mission 2 sono stati stanziati 69,94 miliardi ed è suddivisa in 4 componenti:

  • economia circolare e agricoltura sostenibile;
  • energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile;
  • efficienza energetica e riqualificazione degli edifici;
  • tutela del territorio e delle risorse idriche

Le risorse e gli investimenti hanno lo scopo di favorire la transizione verde del paese puntando su energia prodotta da fonti rinnovabili, investendo sulla capacità di resistenza e di resilienza dei territori al cambiamento climatico e sostenendo progetti di sviluppo per l’ottimizzazione e la gestione degli impianti.

Progetti per l’ambiente: a che punto siamo
Nella conferenza stampa di novembre 2023 del ministro agli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, sono state elencate le novità del PNRR ed è stata annunciata una nuova missione nel Piano, la numero 7, derivante dal capitolo Re-Power-Eu.
Tra le iniziative dedicate all’ambiente ci sono:

  • testo unico per le procedure in materia di energie rinnovabili;
  • misure per ridurre i costi di connessione alle reti del gas per gli impianti di produzione di biometano; 
  • strumenti per le imprese per ridurre il rischio finanziario legato all’acquisto di energia da fonti rinnovabili.

Tra gli investimenti specifici per l’ambiente e la diffusione delle energie rinnovabili segnaliamo:

  • 6,3 miliardi di euro (da utilizzare come credito di imposta) per la transizione verde e digitale delle imprese (piano transizione 5.0);
  • supporto alle Piccole e Medie Imprese per l’acquisto di sistemi e tecnologie digitali per la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, lo stoccaggio e l’accumulo; 
  • 2,5 miliardi di euro per lo sviluppo delle filiere strategiche per la transizione verso un’economia a zero emissioni, l’efficienza energetica dei processi produttivi e la sostenibilità degli stessi.

I risultati ottenuti si possono individuare mediante i progetti approvati: sono stati approvati 60 progetti per la realizzazione di impianti di biometano, il 1° bando per le colonnine di ricarica ha portato all’approvazione di progetti per la realizzazione di 4.700 colonnine nelle aree urbane e sono stati inoltre individuati 655 progetti per la tutela e la salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico che riguarderanno circa 1 milione e 3000 persone esposte a rischi.

Ci sono dunque azioni ad ampio spettro che permetteranno al paese di velocizzare la transizione ecologica e il miglioramento dei servizi sia per i cittadini sia per i turisti.

Progetti per l’acqua: a che punto siamo
Per quanto riguarda l’acqua, i progetti attivati stanno andando in due direzioni principali: ottimizzazione della rete idrica e miglioramento della gestione dei reflui in ottica di depurazione e del loro riutilizzo.
Nell’ultimo report del MASE, tra i progetti più importanti legati all’acqua c’è l’approvazione definitiva del progetto di Rinaturazione del Po con un finanziamento di 357 milioni di euro che avrà l’obiettivo di recuperare l’importante corridoio ecologico dell’alveo del fiume, fonte di biodiversità ed elemento importante per la transizione ecologica.
Dal punto di vista della depurazione e dello smaltimento delle acque si attendono le approvazioni dei progetti presentati da enti pubblici e privati, con una rinnovata ottica che pone al centro non solo un miglioramento dei processi di depurazione ma anche un’attenzione al recupero e al riutilizzo da parte delle aziende.
Per le reti fognarie sono stati stanziati 600 milioni di euro ed entro dicembre 2023 saranno assegnate le risorse per le aziende che sono risultate idonee nella presentazione del progetto.
Per la riduzione delle perdite della rete di distribuzione, che in Italia fa registrare il 42%, sono previsti 900 milioni di euro dal PNRR.
Entro marzo 2026 il piano prevede la realizzazione di 25 sistemi idrici complessi per migliorare le modalità di approvvigionamento, la sicurezza e l’affidabilità della rete.

Fondi per il riutilizzo delle acque: gli obiettivi
Accumulo e riutilizzo sono le parole chiave degli interventi del PNRR per migliorare la gestione delle reti idriche e assicurare acqua pulita e di qualità.
Sono stati stanziati 600 milioni di euro per completare le fognature in tutta Italia e realizzare impianti di depurazione efficienti e innovativi.
A settembre 2023 sono stati aggiudicati gli appalti per gli interventi sulle fognature e entro il 2026 dovranno essere completati tutti gli altri progetti.

Per le imprese il miglioramento della rete fognaria e l’opportunità di ricevere fondi per ottimizzare i consumi è un’occasione imperdibile per rendere efficiente il sistema produttivo e la gestione delle risorse.
L’idea di Iride Acque si inserisce perfettamente in questa direzione. L’impianto per il trattamento delle acque industriali che abbiamo progettato con tecnologia EMER unisce infatti due importanti prospettive:

  • ottimizzare il sistema di trattamento delle acque sia in termini di costi sia in termini di efficacia;
  • facilitare il riutilizzo dell’acqua trattata grazie alla qualità ottenuta.

L’impianto di Iride Acque, basato sull’utilizzo di un catalizzatore ottenuto da pile esauste, sviluppa infatti un processo di ossidazione catalitica.

L’uso del catalizzatore permette di ridurre la durata delle reazioni chimiche ossidative che degradano gli inquinanti e quindi, a parità di qualità e quantità di acque trattate, è possibile ridurre le dimensioni degli impianti, rispetto a quelli tradizionali.
L’utilizzo, inoltre, di materiale di scarto, ossia le pile esauste, per realizzare il catalizzatore, ci permette di abbassare i costi di produzione e di vendita, rendendo così accessibile a tutti un prodotto che fino a qualche tempo fa non lo era.

Fabbriche verdi: prospettive e obiettivi raggiunti
Una delle idee più affascinanti per quanto riguarda l’ottimizzazione delle risorse idriche è l’attivazione di programmi virtuosi di trattamenti e recupero, che trovano espressione nel concetto di “fabbriche verdi”.
Lo stanziamento di 600 milioni di euro previsto servirà a ottimizzare gli impianti esistenti e a crearne di nuovi, con progetti regionali, sostenuti dagli enti pubblici e privati.
L’obiettivo è sviluppare impianti di raccolta e depurazione per la reimmissione e il riutilizzo sia in ambito civile sia industriale, per scopi irrigui e di produzione.
La richiesta di acqua pro-capite sempre più elevata (Italia al 2° posto in Europa per consumo di acqua pro-capite) e la necessità di alcuni comparti industriali, quali l’agricoltura e il tessile, di contrastare siccità, inquinamento delle falde e problemi sulla rete idrica, devono spingerci alla realizzazione di progetti che si fondino sul recupero e la valorizzazione delle acque scaricate dai depuratori. I reflui dei depuratori rappresentano una risorsa che, supportata da sistemi di trattamento ad alta efficacia, può sopperire alle ricorrenti crisi idriche.
Promuovere il recupero e il riutilizzo anche nelle fasi produttive delle aziende è inoltre conveniente perché consente di ridurre l’approvvigionamento dell’acqua di falda e di abbassare i consumi energetici per trasporto e gestione.

L’acqua pulita è la missione di Iride Acque.
Diffondere una nuova cultura dell’acqua, basata sull’attenzione al riutilizzo, e promuovere modelli virtuosi nella gestione delle risorse è per Iride Acque una vocazione.
Il PNRR è un’occasione imperdibile di sviluppo e di riflessione sulle opportunità concrete per dare un futuro diverso al Pianeta.
Siamo convinti che adoperando in maniera etica e consapevole i fondi a disposizione si possa dare inizio a un nuovo corso per l’ambiente.
Noi di Iride Acque proponiamo una consulenza specializzata sugli impianti per trovare la soluzione più adatta alle esigenze delle aziende che si approcciano alla transizione ecologica e che desiderano innovare.
Per avere informazioni sulle nostre attività e per concordare un incontro conoscitivo compila il form.

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