Negli ultimi anni, l’industria del trattamento delle acque ha assistito a significativi progressi tecnologici che hanno l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e ridurre i costi operativi. Tra le innovazioni più interessanti ci sono la distillazione a membrana, l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) per ottimizzare i processi e i catalizzatori nanotecnologici di ultima generazione.
La distillazione a membrana (MD) è una tecnologia che sfrutta un gradiente di temperatura per separare il vapore acqueo da una soluzione salina o contaminata. Il processo si basa su membrane idrofobiche porose, che permettono il passaggio del vapore, trattenendo i soluti.
Ad oggi questa tecnologia presenta ancora diverse limitazioni nella sua applicazione ma il progetto europeo MEloDIZER, coordinato dal Politecnico di Torino, mira a superare le attuali criticità sviluppando membrane ad alte prestazioni che siano sostenibili, utilizzando materiali non nocivi e sfruttando alcuni principi di “chimica verde”. L’obiettivo è implementare la tecnologia in settori industriali come quello tessile, chimico e delle bevande, per ottenere un recupero delle acque contaminate fino al 90%, riducendo l’impronta idrica e avvicinandosi al concetto di “zero rifiuti”.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) nei sistemi di trattamento delle acque reflue consente di ottimizzare i processi, ridurre la quantità di energia necessaria e garantire la conformità normativa. Per fare un esempio, l’impianto di depurazione della città di Modena ha adottato un sistema basato su IA per monitorare e controllare in tempo reale i processi di trattamento, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i costi energetici.
Anche la tecnologia EMER (Enhanced Magnetic Heterogeneous Reactor) di Iride Acque rientra tra le soluzioni che permettono di trattare le acque abbattendo i costi energetici. Questo perché il suo catalizzatore nanotecnologico derivato dal recupero di materiali di scarto attiva il perossido di idrogeno in modo altamente efficiente, consentendo la degradazione di composti organici persistenti anche in reflui particolarmente complessi.
Dal punto di vista energetico, EMER permette un risparmio fino al 70% rispetto ai trattamenti convenzionali, grazie alla natura chimico-fisica del processo, che riduce la necessità di aerazione forzata e altre operazioni energivore. Inoltre, la produzione di fanghi di scarto può essere abbattuta fino al 65%, con vantaggi significativi sul piano gestionale ed economico.
In tutti e tre questi esempi, l’uso intelligente ed efficiente della tecnologia permette di trattare le acque di scarto che derivano dai processi industriali in modo efficace e meno energivoro rispetto al recente passato, in un’ottica di risparmio ed economia circolare.

Tre tecnologie efficaci per il trattamento dei reflui industriali a ridotto impatto energetico
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