Alla Barnes Gallery di Padova si è chiusa la prima tappa del roadshow nazionale di Iride Acque. Padova non è una scelta casuale. Il Veneto è uno dei territori italiani a più alta densità manifatturiera, e il distretto conciario di Arzignano presenta da solo alcune delle problematiche di trattamento dei reflui più complesse del panorama nazionale, accanto a un tessile e a un chimico-farmaceutico per cui l’acqua resta una variabile critica di processo.
L’idea del roadshow è semplice: spostare il dialogo tecnico fuori dalle sale convegni e portarlo dove i reflui sono un tema di bilancio. In fabbrica e in azienda, davanti a chi ogni mese deve confrontarsi con le spese per l’acqua in ingresso, con le analisi degli scarichi e con i limiti di legge sempre più stringenti.
I tecnici di Iride Acque hanno aperto la giornata partendo dal tessile, primo grande consumatore di acqua nei distretti italiani, per poi allargare il discorso ad altri comparti industriali. L’obiettivo, in tutti questi contesti, è condiviso: usare meno acqua, riutilizzare quella già passata nei cicli produttivi, recuperare materia prima. Un cambio di prospettiva che sposta il trattamento dei reflui dalla casella dei costi a quella degli investimenti che si ripagano.
I casi presentati hanno mostrato che la conformità ai limiti del D.Lgs. 152/2006 è solo il punto di partenza. Un impianto progettato bene fa molto di più. Restituisce acqua pronta per essere reimmessa nel processo, recupera sostanze che altrimenti andrebbero perse e riduce sensibilmente i volumi di fango da smaltire, una voce che sui bilanci industriali pesa più di quanto si pensi.
La platea è stata costruita per far dialogare punti di vista che di solito non hanno molte occasioni per confrontarsi. Insieme ai soci e ai rappresentanti dei partner finanziari di Iride Acque c’erano esponenti istituzionali e operatori industriali. Tecnici di processo, decisori aziendali e referenti ambientali: tre profili che spesso lavorano sugli stessi problemi senza avere tante opportunità di parlarsi.
Per il Gruppo Iride Acque il roadshow è anche un primo banco di prova pubblico, dopo un biennio di passaggi societari intensi. Il consolidamento è iniziato nel 2023 con l’acquisizione di Biemme Engineering, azienda di Seregno specializzata nei sistemi modulari di misura e dosaggio chimico per le acque di processo. È poi proseguito sul versante civile con l’integrazione di Bieffe Costruzioni, realtà leccese che lavora sugli acquedotti e sul revamping di impianti idrici. Per il 2026, il Gruppo prevede un fatturato oltre i 13 milioni di euro, ripartito fra il B2B industriale e le soluzioni civili al fianco delle multiutility italiane.
Negli ultimi giorni si sono aggiunti altri due passaggi: la trasformazione in società per azioni e l’ingresso nel capitale di Credem Euromobiliare Private Asset SGR, con una prima tranche da tre milioni di euro destinati ad accelerare il piano di acquisizioni. Pubblicheremo a breve approfondimenti dedicati a entrambi i temi.
Si ringrazia Roberto Boschetto e Mario Xausa di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Lodi di Tintoria Emiliana, Paolo Pinato di Panama Trimmings, e tutti i partecipanti.
Partecipa alle prossime tappe del roadshow, segui il canale LinkedIn di Iride Acque per scoprire come e quando.
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